Rivoluzione Evocas9, il nuovo sistema corregge gli errori del DNA

L’hanno battezzata EvoCas9 in quanto è la versione evoluta del sistema CRISPR/Cas9, una tecnica in grado di correggere i difetti del DNA che era stata messa a punto dalla Università  di Berkeley, California, e dalla Università  di Umea, Svezia, nel 2012.

La nuova tecnica è il frutto del lavoro di un gruppo di ricerca del Centro di Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università  di Trento da poco pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Biotechnology.

Secondo i ricercatori il sistema appena perfezionato renderà possibile modificare il DNA soltanto in un punto prestabilito, senza errori, correggendo così le alterazioni presenti nel genoma delle cellule.

Anna Cereseto, coordinatrice dello studio, spiega che Cas9, la molecola utilizzata fino ad ora, compiva errori sistematici in quanto non modificava soltanto il gene interessato, ma agiva in modo casuale anche su altre parti del DNA, con la possibilità di causare effetti imprevedibili.

EvoCas9, invece, appare configurarsi come la macchina molecolare migliore al mondo per compiere modifiche del codice genetico, editing genetico.

Qual è stata l’intuizione alla base della scoperta? Far evolvere Cas9 in cellule non batteriche, i lieviti, che sono molto simili alle cellule umane. I ricercatori hanno poi creato più versioni di EvoCas9 per vedere se ce ne fosse almeno una caratterizzata da precisione impeccabile nel colpire una sequenza specifica di DNA. Per dimostrarlo, hanno condotto esperimenti su cellule umane, sequenziando tutto il materiale genetico.

Il gruppo della Prof. Cereseto ha quindi potuto stabilire che questa tecnica è allo stesso tempo molto efficace nel modificare il tratto di DNA desiderato, e molto precisa, perchè nessun’altra parte del genoma risulta alterata.

EvoCas9 è una vera e propria arma di precisione che taglia solo uno specifico segmento di DNA. L’accuratezza di questa nuova tecnica apre quindi la prospettiva di un suo impiego, in futuro, per correggere la mutazione del DNA alla base di sindromi genetiche come le neurofibromatosi. Linfa ringrazia il gruppo di ricerca del CIBIO dell’Università  di Trento per questa importante scoperta, che potrà dare nuove prospettive anche ai pazienti affetti da questa sindrome.

Il sostegno alla ricerca è l’unica strada per sconfiggere la NF.

Per saperne di più leggi l’articolo dell’Università  degli Studi di Trento sulla scoperta EvoCas9.  

 

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