Corona virus: intervista al Prof. Eric Legius, esperto di neurofibromatosi

Pubblichiamo l’intervista con il Prof. Eric Legius, luminare nel campo della NF, Responsabile del Centro di Genetica Umana all’Ospedale Universitario di Leuven – Belgio. Eric Legius è anche pediatra e studia la NF1 già dai tempi del PhD; ha scoperto la sindrome di Legius (ha preso il nome dallo scopritore) che ha molte similarità con la Neurofibromatosi di tipo 1.

Con lui vogliamo parlare della pandemia mondiale di COVID-19 e del  suo impatto con i pazienti NF. L’obiettivo sarà di spiegare al meglio la situazione attuale e approfondire se e quali rischi ci possono essere per i pazienti NF.

Prof. Legius: Risponderò a tutte le numerose domande che mi sono pervenute dalle associazioni e dai pazienti in questo periodo.

LE PERSONE CON NEUROFIBROMATOSI DI TIPO 1 E 2 E SCHWANNOMATOSI SONO A MAGGIORE RISCHIO DURANTE QUESTA PANDEMIA DI COVID-19?

Posso dire che non c’è nessun rischio specifico associato alle neurofibromatosi (1, 2 e schwannomatosi) per coloro che godono di una buona condizione di salute attualmente. Non hanno nè un maggiore rischio di contrarre il virus nè un maggiore rischio di sviluppare complicanze della malattia. Come sapete infatti la maggioranza delle persone che contraggono il virus non sviluppano sintomi severi ma hanno un decorso simile ad una normale influenza. Una piccola percentuale invece  sviluppa complicanze ed ha pertanto bisogno di accedere alla terapia intensiva e, di questi, a sua volta una piccola percentuale va incontro al decesso.

Anche se in proporzione la percentuale di chi sviluppa complicanze e mortalità è bassa, poichè questo virus è fortemente contagioso e infetta un vastissimo numero di persone nel mondo, anche il numero di persone decedute diventa cospicuo.

Ci sono alcune eccezioni:

  • le persone che sono in chemioterapia per un tumore devono usare maggiore cautela poichè possono essere maggiormente sensibili al COVID-19 ma questo non è differente per pazienti NF1, 2 e Schwannomatosi rispetto ad altri pazienti in chemioterapia.
  • C’è poi una complicazione specifica che riguarda una piccola percentuale di pazienti con NF1, adulti e fumatori di sigarette. Per alcuni di loro il fumo crea delle conseguenze molto severe nei polmoni che provocano una patologia detta “malattia polmonare interstiziale” ed è dovuta proprio alla combinazione tra  NF1 e fumo. Può svilupparsi anche in giovane età (tra i 30 e 40 anni) e in queste persone c’è un rischio maggiore di complicanze se sono infettati dal corona virus. Basta smettere di fumare per ridurre immediatamente questo rischio!

Domanda 1: LE PERSONE CHE SOFFRONO DI IPERTENSIONE SONO A MAGGIORE RISCHIO?

Questa risposta è più complicata perchè sappiamo di fatto che le persone più anziane sono a maggiore rischio di complicanze quando si ammalano del virus COVID-19 e la popolazione anziana soffre molto frequentemente di ipertensione ma anche  di  altre patologie.

Quindi non sono certo che l’ipertensione di per sé in una persona giovane e in buone condizioni di salute e in cura per l’ipertensione (che è quindi tenuta sotto controllo) rappresenti un fattore di rischio di avere maggiori complicanze in caso si contragga il corona virus.

Pertanto, se avete una buona condizione di salute e soffrite di pressione alta ma sotto controllo medico e in terapia farmacologica io non credo che dobbiate preoccuparvi di essere a maggiore rischio di sviluppare complicanze in caso di infezione da COVID-19.

Domanda 2: C’E’ EVIDENZA CHE GLI ACE- INIBITORI (anche conosciuti come inibitori dell’Enzima di Conversione dell’Angiotensina, farmaci impiegati per lo più nel trattamento dell’ipertensione) POSSANO INTERAGIRE CON IL VIRUS E INFLUENZARE QUINDI LA PRESSIONE SANGUIGNA

Legius: No, non ne sono a conoscenza. Il virus può utilizzare questi recettori per entrare nella cellula , ma per quanto ne sappiamo ora non altera la  funzione del recettore.

Domanda 3: E’ CORRETTO DIRE CHE L’AUMENTO DEL RISCHIO CON QUESTO VIRUS E’ LEGATO ALLA CONDIZIONE POLMONARE PIU’ CHE AI TUMORI TIPICI DELLA NF1 E NF2 (AD ESEMPIO I TUMORI CEREBRALI CAUSATI DA NF2)?

LEGIUS: Il maggiore problema con il COVID-19 è che porta come complicanza una polmonite e una severa infezione ai polmoni che di solito guarisce anche con l’aiuto del sistema immunitario che normalmente  interviene uccidendo il virus. Ma con il le infezioni da corona virus in alcune persone si manifesta una eccessiva reazione del sistema immunitario che aggredisce le cellule sane causando gravi danni collaterali ai polmoni. C’è quindi una combinazione di questi due fattori nelle polmoniti da corona virus.

C’è inoltre una piccolissima percentuale di persone in cui il virus infetta il muscolo cardiaco causando una miocardite che è una complicanza molto difficile da curare. Si tratta però di eccezioni.

Non c’è invece ragione di credere che le infezioni causate dal virus possano causare la crescita di neurofibromi.

Domanda 4:  C’E’ UN RISCHIO MAGGIORE PER UNA DONNA CON NF1 IN GRAVIDANZA?

LEGIUS: No, non c’è un maggiore rischio di contrarre il virus.

Domanda 5: I PAZIENTI CON NEUROFIBROMA PLESSIFORME VICINO AI POLMONI O NEGLI ORGANI ADDETTI ALLA FUNZIONE RESPIRATORIA HANNO MAGGIORI RISCHI?

LEGIUS: Non credo perchè si tratta di problemi di tipo meccanico che solitamente non hanno conseguenze o sintomi severi. Ovviamente, se una persona a causa di un neurofibroma plessiforme è già in una situazione critica che preclude la respirazione corretta già in condizioni normali, è sicuramente a maggiore rischio se contrae qualsiasi tipo di infezione sia essa da influenza o corona virus. Ma generalmente non è questo il caso.

Domanda 6: UNA DOMANDA RIGUARDO L’ASSUNZIONE DI ALCUNI FARMACI COME AD ESEMPIO L’AVASTIN NEI PAZIENTI NF2 O PER CHI ASSUME REGOLARMENTE INIBITORI MEK, ORMONI O FARMACI CONTRO L’EPILESSIA. CI SONO CONTROINDICAZIONI GIA’ EVIDENTI TRA L’ASSUNZIONE DI CERTI FARMACI IN CONCOMITANZA ALL’INFEZIONE DA COVID-19?

LEGIUS: Attualmente non c’è nessuna evidenza di questo tipo nel senso che al momento non sono conosciute nè segnalate a livello clinico interferenze tra alcuni di questi farmaci che si assumono regolarmente e  il decorso dell’infezione.

Non penso che l’Avastin possa avere effetti indesiderati poichè non interferisce con il sistema immunitario e non ha effetti collaterali sui polmoni pertanto non sono preoccupato per le persone che assumono l’Avastin.

Le persone che assumono farmaci chemioterapici devono però contattare il proprio oncologo per sapere se devono prendere specifiche precauzioni perché è molto diverso assumere farmaci chemioterapici per tumori benigni o maligni.

Infatti la chemioterapia ha effetti direttamente nei globuli bianchi del sangue che sono alla base del meccanismo di difesa del nostro sistema immunitario contro i virus. Pertanto chi sta effettuando una chemioterapia per cancro o per alcuni tipi di tumori cerebrali benigni deve contattare il proprio oncologo per sapere come comportarsi. Lo stesso vale per coloro che utilizzano gli inibitori MEK.

Sappiamo infatti che gli inibitori MEK incrementano un po’ il rischio di infezioni batteriche di solito della pelle nella zona attorno alle unghie; sono infezioni anche severe ma completamente slegate dalle infezioni virali come quella del corona virus. In ogni caso penso sia più prudente e saggio contattare l’oncologo, per capire se va tutto bene poiché non abbiamo al momento esperienza di persone in cura con gli inibitori MEK che abbiano contratto il corona virus pertanto anche dal punto di vista clinico non sappiamo cosa possa succedere e quali siano le conseguenze. Ciò non significa che sia per forza una brutta notizia semplicemente non è un campo conosciuto.
Si è creata inoltre un po’ di confusione riguardo ai potenziali rischi dell’ibuprofene. Sappiamo che l’ibuprofene, oltre ad avere un effetto antidolorifico e antipiretico è anche antinfiammatorio a differenza del paracetamolo che invece ha effetti antidolorifici e antipiretici ma non quelli antinfiammatori. L’Ibuprofene agisce a diversi livelli e con diversi sistemi e quindi ha potenzialmente maggiori effetti collaterali rispetto al paracetamolo; non c’è però nessuna prova o evidenza scientifica dei rischi in relazione al corona virus. In linea generica possiamo dire che sia più prudente in questo periodo, in caso di febbre, trattarla con paracetamolo anziché Ibuprofene perché ha comunque in generale meno effetti collaterali

Domanda 7: VORREI SAPERE SE UN BAMBINO CON  NF1 CHE ASSUME IL FARMACO MONTELUKAST – SERETIDE – HA MAGGIORI POSSIBILITA’ DI CONTRARRE IL VIRUS?

LEGIUS: No, non aumenta nè il rischio di contrarre il virus nè di sviluppare complicanze.  La maggioranza delle persone affette dal corona virus sono adulte. Sembra infatti che il virus sia asintomatico nei bambini o  si manifesti con sintomi minori di un raffreddore o una leggera influenza. I bambini sembrano quindi essere risparmiati dall’epidemia: una buona notizia!

Domanda 8: AVREBBE QUALCHE SUGGERIMENTO DA DARE AI PAZIENTI NF1 NELLO SPETTRO AUTISTICO O CON DISTURBI DELL’ANSIA SU COME GESTIRE L’ISOLAMENTO?

LEGIUS: Credo che in questo momento sia necessario essere creativi e utilizzare tutti I mezzi che conosciamo. E’ sicuramente molto utile il ruolo delle associazioni di pazienti nel trovare diverse modalità per restare in contatto con i propri membri organizzando dibattiti, forum, gruppi Facebook così che la gente possa restare in contatto anche senza potersi incontrare di persona.

E’ importantissimo adesso che abbiamo queste abilità e possibilità tecnologiche utilizzare tutti  i mezzi a disposizione come Zoom, Skype, facebook ecc.

Domanda  9: CI SONO RISCHI SPECIFICI PER CHI ASSUME ORMONI TIROIDEI ?

LEGIUS: No, non solo non ci sono rischi maggiori o specifici ma confermo che si deve continuare ad assumerli!

Domanda 10: UN BAMBINO DI 9 ANNI CON NF1 CHE SOFFRE DI IPERTENSIONE E STENOSI AORTICA ED ATTUALMENTE ASSUME FARMACI CHE TENGONO CONTROLLATA LA PRESSIONE, E’ CONSIDERATO A PIU’ ALTO RISCHIO SE CONTRAE IL COVID-19? 

No. Nessun rischio. O meglio, lo stesso rischio di tutte le altre persone. Ma non un rischio maggiore.

Domanda 11:  C’E’ QUALCHE EVIDENZA IN MERITO AL FATTO CHE ALCUNE DELLE TERAPIE PER L’EPILESSIA POSSANO ESSERE CAUSA DI COMORBIDITA’ IN CASO DI INFEZIONE DA COVID-19?

No, non esiste nessuna evidenza in merito. Dunque noi crediamo che non ci siano rischi maggiori per pazienti con epilessia.

Domanda 12: ABBIAMO VISTO CHE CI SONO ALCUNE DIFFERENZE DI APPROCCIO ALLA PANDEMIA TRA I PAESI EUROPEI E DIVERSE RACCOMANDAZIONI DATE ALLA POPOLAZIONE. LEI COSA NE PENSA? COME DOVREBBERO COMPORTARSI LE PERSONE E COME POSSONO FARE PER PROTEGGERE LORO STESSI E LE LORO FAMIGLIE? E MAGARI POTREBBE ANCHE DIRCI QUALCOSA SULLE SPERIMENTAZIONI CLINICHE IN CORSO, SE HA QUALCHE INFORMAZIONE A RIGUARDO.

Si. Credo che i diversi paesi stiano affrontando in modo diverso la pandemia perché quello che cercano di fare è rallentare la diffusione del virus tra la popolazione. In ogni paese sanno che il virus è là presente, sanno che non possono sbarazzarsene, non possono cacciarlo, è nel loro paese e sanno che devono convivere con lui. Ma se il virus si diffonde velocemente tra la popolazione, allora molte persone svilupperanno la malattia nello stesso momento e questo sarebbe un problema per la tenuta del sistema sanitario locale.

E naturalmente, se il sistema sanitario è sovraccaricato di casi, allora iniziano i problemi perché in queste condizioni i pazienti potrebbero non ricevere le cure appropriate di cui hanno bisogno. E questo è il motivo per cui in tutti i paesi sono state introdotte misure di contenimento. Il loro obiettivo è rallentare la diffusione del virus. Ogni paese è consapevole del fatto che il virus si diffonderà nella popolazione ma se la diffusione è lenta, allora il sistema sanitario è in grado di prendersi cura delle persone che necessitano di terapia intensiva e i reparti di terapia intensiva non sono sovracaricati di pazienti nello stesso mese. Se i paesi riescono a distribuire/differire la diffusione del virus in due, tre o forse quattro mesi, allora ogni mese hanno risorse sufficienti per prendersi cura dei pazienti che si ammalano in quel particolare mese. E questa è la cosa più importante in questo momento. Sappiamo anche che alcuni pazienti, a causa di motivi che ancora non conosciamo, reagiscono in modo strano al virus e qualsiasi trattamento medico a cui vengono sottoposti non è sufficiente al momento; e questo è il motivo per cui in ogni paese alcune persone stanno morendo, proprio perché non esiste ancora una cura specifica per il virus, non riusciamo ancora ad uccidere il virus con i farmaci. Ci sono due farmaci che ora sono in fase di sperimentazione clinica. Si pensa che se ai pazienti vengono somministrati questi farmaci, allora la malattia diventa un po’ meno severa e la ripresa  più veloce. Ma al momento non ci sono sufficienti dati per affermare che il farmaco A sia migliore del farmaco B o siano più efficaci rispetto a non somministrare nulla. Dunque i farmaci antivirali possono essere usati, e sono usati, ma non sappiamo ancora quanto e se siano efficaci. Sappiamo che non sono in grado di prevenire che le persone si ammalino e muoiano a causa della malattia.

Le persone (i medici) stanno provando tutto, stanno anche studiando le persone che muoiono o che sviluppano l’infezione in modo acuto, soprattutto per cercare di capire perché alcuni giovani pazienti vanno incontro a complicazioni. E una spiegazione potrebbe essere che queste persone possano avere una predisposizione genetica che li predispone a questa reazione sfavorevole del loro corpo al corona virus. Perché succede? Non lo sappiamo ancora. E non conosciamo ancora le variabili genetiche che sono responsabili di questo. E’ solo un’ipotesi quella di ritenere che la genetica possa contribuire in alcune persone giovani ad una reazione sfavorevole alla malattia da Covid-19. Questa ipotesi è in fase di studio. Potrebbe spiegare perché alcune persone di trent’anni, perfettamente in salute, si ammalano e muoiono di Covid-19 anche se hanno ricevuto tutte le cure disponibili in questo momento. Questo è ancora un mistero ma la predisposizione genetica sta probabilmente giocando un ruolo e secondo me, ma è solo un’opinione personale, un diverso patrimonio genetico di alcune persone potrebbe spiegare perché in alcuni paesi la malattia è più severa rispetto ad altri paesi.

Naturalmente anche il sistema sanitario nazionale e il modo in cui un paese sta affrontando la pandemia stanno contribuendo ma secondo me il patrimonio genetico delle persone di un paese potrebbe essere parte di questo puzzle.

Domanda 13: MOLTI OSPEDALI SONO STATI CHIUSI AL PUBBLICO PERCHE’ STANNO AFFRONTANDO L’EMERGENZA SANITARIA E QUESTO SIGNIFICA CHE MOLTI PAZIENTI CON NF HANNO VISTO POSTICIPARE I LORO CONTROLLI REGOLARI (AD ES. LA RISONANZA MAGNETICA) A DATA DA DEFINIRSI. COSA NE PENSA DI QUESTA QUESTIONE? QUAL’E’ LA STRATEGIA E PER QUANTO TEMPO POSSIAMO CONTINUARE IN QUESTO MODO?

Per fortuna nella NF1, NF2 e Schwannomatosi i neurofibromi e gli schwannomi crescono lentamente. Dunque nel 95% delle persone che hanno un neurofibroma o uno schwannoma queste masse tumorali si sviluppano in modo piuttosto lento. Sappiamo che ci sono e ne teniamo monitorata la crescita per decidere ad un certo punto se intervenire con la chirurgia o con la terapia farmacologica. Per molti casi non è un problema se il controllo annuale o ogni due anni viene posticipato per un paio di mesi. Non sarebbe però saggio saltare l’anno e non presentarsi per il controllo periodico, rimandare all’anno seguente o addirittura a quello successivo.

Non è consigliabile saltare il controllo periodico. Spostare il follow up di due o tre mesi a partire da ora non fa una grande differenza ma saltarlo si; questa è la mia paura: che le persone non si presentino ora, non fissino una nuova data e non prendano un nuovo appuntamento medico per l’anno prossimo.

Domanda 14: QUANTO EFFICACE E’ LA CLOROCHINA E IL PROTOCOLLO CON AZITROMICINA COME PROTEZIONE CONTRO QUESTO VIRUS?

Se è efficace come dicono i media, sarà così. Ma come è possibile che ci siano ancora così tanti morti in vari paesi nel mondo? Semplicemente non lo sappiamo. Se questi trattamenti sono efficaci, lo sono in modo limitato ma questo è sempre meglio di niente. Clorochina e Idroclorchina sono molto richiesti in questo momento e non è molto semplice assicurare la somministrazione di questi farmaci a tutte le persone che si ammalano in un paese. In questo momento c’è carenza di tutto: mascherine, guanti protettivi, camici, alcuni farmaci sono scarsi. Anche farmaci utilizzati nei reparti di terapia intensiva per mantenere sedate le persone quando sono sotto ventilazione meccanica e così via. Mancano anche i materiali di consumo che sono utilizzati per fare i test…

C’è qualcosa di cui abbiamo discusso molto ovvero l’accuratezza dei test. Ci sono ovviamente diversi test disponibili e molti si chiedono perché un numero maggiore di persone nei diversi paesi non venga sottoposto ai tamponi. Sono fatti di solito solo alle persone che vengono ricoverate in ospedale in terapia intensiva mentre agli altri si consiglia di stare a casa ma non vengono sottoposti al tampone. Dunque non sappiamo in realtà quante sono le persone effettivamente contagiate in questo momento.

Domanda 15: PUO’ DIRCI QUALCOSA DI PIU’ SUI TEST CHE SONO DISPONIBILI IN QUESTO MOMENTO E SE C’E’ BISOGNO DI TEST MIGLIORI? 

Dunque, i test disponibili attualmente stanno cercando di individuare l’RNA (RiboNucleic Acid, in italiano ARN, Acido Ribonucleico) del virus. Il virus nel suo nucleo ha una molecola di RNA ed è questa molecola che contiene il codice di diverse proteine che sono necessarie al virus per svilupparsi. Questo RNA è molto specifico. Con i tamponi fatti nella faringe nasale – attraverso il naso fino alla gola – vengono raccolte le secrezioni, il muco secreto dove è presente in quantità elevata l’RNA del virus. Questo RNA è prelevato dal muco, poi viene analizzato in modo specifico attraverso il test PCR (Proteina C Reattiva) e questa è una procedura molto accurata per diagnosticare un’infezione acuta da covid19. Questo è un buon test ma dato che molte persone nel mondo stanno usando questo test, è molto difficile per le aziende fornire reagenti a tutti e continuare a produrre questi reagenti per tutti i paesi che vogliono fare il test RNA.

E inoltre qualche volta questi tamponi usati per prelevare il muco sono scarsi perché la domanda a livello mondiale è talmente alta che i tamponi non arrivano sempre in tempo e nel posto giusto e questo è il motivo per cui in alcuni paesi dicono “va bene, questo è il numero di test che possiamo fare ogni giorno, il numero massimo che possiamo fare in questo momento per questioni pratiche”, non perché non esiste un test. I test ci sono e in ogni laboratorio specializzato nell’individuazione dei virus si possono fare i test ma c’è carenza di tamponi, di reagenti per estrarre l’RNA del virus, di reagenti per individuare l’RNA. E’ a causa di questa carenza che i paesi decidono di fare i test solo in specifiche condizioni ovvero quando l’informazione sul paziente è davvero necessaria.

Se una persona è a casa con sintomi influenzali, allora non importa molto sapere se si tratta di influenza o di coronavirus perché la persona guarirà comunque ed è fondamentale che stia a casa. E se le persone malate in questi giorni si considerano potenzialmente affette da corona virus, possono prendere le necessarie precauzioni per non contaminare o infettare altre persone, e questa è la ragione per cui non sono stati fatti molti altri test. Naturalmente, non sappiamo quante persone sono state infettate e sono guarite ma in questo momento non è così rilevante sapere quanti sono guariti. E’ importante saperlo dopo per studiare e comprendere meglio questa pandemia. Ma non è un’informazione rilevante per curare le persone adesso.

I ricercatori sono al lavoro anche su altri test che servono ad individuare gli anticorpi che l’organismo sta sviluppando per eliminare il virus. Questi anticorpi possono essere individuati ma questo è un nuovo test che deve essere ancora sviluppato e ci sono adesso milioni e milioni di kit disponibili in questo momento che possono essere distribuiti in tutto il mondo in modo che ognuno di noi possa essere testato per vedere se ha gli anticorpi alla malattia, se è stato già infettato e ora sta bene, come speriamo ma queste tecniche sono ancora in fase di sviluppo. Ci sono anche test rapidi che cercano di individuare il virus nel muco utilizzando un anticorpo ma quei test non sono accurati come quelli che individuano la molecola RNA con il test PCR (Proteina C Reattiva) e potrebbero dare dei falsi positivi o dei falsi negativi; non so quanto siano rilevanti al momento e i paesi e gli ospedali devono decidere in autonomia se usarli o meno.

Domanda 16: Questa è l’era di internet e ci sono molte persone che diffondono in rete teorie cospiratorie: COME POSSIAMO DIFENDERCI DALLE FAKE NEWS? CI SONO DELLE RACCOMANDAZIONI CHE PUO’ DARE ALLA NOSTRA COMUNITA’ SU QUESTO TEMA?

Credo che le persone dovrebbero ascoltare le linee guida nazionali del loro paese. C’è un comitato direttivo fatto da medici e scienziati che stanno lavorando insieme. Anche gli epidemiologici che studiano la diffusione delle malattie tra le popolazioni sono al lavoro. Le loro raccomandazioni dovrebbero essere seguite e sono diverse da paese a paese perché ogni paese si trova in uno stadio diverso dell’epidemia. Credo che la comunità NF dovrebbe ascoltare sempre queste persone, è quello che sto facendo anch’io.

Il video completo dell’intervista al Prof. Eric Legius è disponibile in inglese sul canale youtube di NFPU, NF Patients United.

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