Il Selumetinib: la frontiera della speranza

Si è appena concluso il congresso della Children’s Tumour Fondation.  Quest’anno il gruppo della fondazione, guidata da Annette Bakker, ha saputo organizzare la conferenza in condizioni davvero difficili, conciliando la qualità scientifica con il COVID 19: tutti gli scienziati, i medici che lavorano per noi senza sosta, questa volta ci hanno aggiornato sul loro progresso scientifico mantenedo le distanze attraverso la video conferenza. Noi vi riassumeremo i principali risultati, cominciando dalla presentazione del gruppo della Dott.ssa Widemann sul farmaco chiamato Selumetinib.

Selumetinib (AstraZeneca) fa parte della famiglia di inibitori del MEK ed è appena stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA), per i neurofibromi plessiformi sintomatici non operabili in piccoli pazienti pediatrici. Questo è un risultato entusiasmante, poiché la FDA è il principale ente americano che decide se un farmaco è efficace nei pazienti e stabilisce anche la modalità di somministrazione. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA), che rappresenta la controparte europea dell’agenzia FDA, sta ancora valutando l’approvazione del selumetinib. Quindi, il farmaco non è ancora stato prescritto dai medici europei ai pazienti, ma speriamo che lo sia presto!

Al congresso il gruppo della Dott.ssa Widemann ha sintetizzato i promettenti risultati della sperimentazione di Fase II (Sperimentazione di Fase II: secondo ciclo di sperimentazione sull’uomo, che fornisce informazioni sull’efficacia del farmaco), recentemente pubblicata sul prestigioso “New England journal of Medicine” in un articolo intitolato: “Selumetinib nei bambini con neurofibromi plessiformi non operabili“. Le dottoresse Brigitte Widemann e Andrea Gross hanno illustrato lo studio nel quale sono stati reclutati 50 bambini con neurofibromatosi di tipo 1 e neurofibromi plessiformi sintomatici inoperabili. L’obiettivo primario dello studio è stato quello di accertare l’efficacia del farmaco valutando il miglioramento su sintomi come dolore, deturpazione del viso e funzione motoria. Il selumetinib è stato somministrato oralmente ai bambini due volte al giorno secondo un programma di dosaggio continuo (cicli di 28 giorni) per diversi cicli per un anno. 35 di questi bambini (70%) hanno risposto al farmaco (70%) e hanno avuto una riduzione del tumore duratura. Sono stati anche riportati miglioramenti clinicamente significativi, sul dolore, le capacità motorie, e miglioramento globale della qualità di vita.
Vi comunichiamo un’ulteriore meravigliosa notizia: il gruppo ha presentato un poster molto interessante che illustra i risultati preliminari del trattamento con selumetinib negli adulti (titolo: prova di fase II dell’inibitore MEK 1/2 Selumetinib, negli adulti con neurofibromatosi di tipo 1 e neurofibromi plessiformi non operabili; primo autore: Dr. O’Sullivan Coyne). In effetti, è in corso uno studio di fase II del selumetinib in 27 adulti, affetti da neurofibomatosi e con neurofibromi plessiformi inoperabili. In seguito a trattamento di cicli di 28 giorni per tutto un anno, è in corso la valutazione di una eventuale riduzione del volume dei tumori plexiformi. Non solo, lo studio include analisi farmacodinamiche e biochimiche. L’obiettivo principale è determinare il tasso di risposta obiettiva (riduzione del volume plexiforme ≥20%) con selumetinib, correlando le risposte cliniche e di imaging (3D Magnetic Resonance Imaging, MRI) con l’analisi biochimica. Come nella sperimentazione dedicata ai bambini, anche negli adulti sono stati riscontrati miglioramenti clinicamente incoraggianti. Purtroppo, oltre agli aspetti positivi del trattamento col selumetinib, si aggiungono, leggeri effetti tossici come nausea, vomito o diarrea o manifestazioni cutanee, variabili da individuo ad individuo.

Durante la conferenza della Children’s Tumor Foundation ci sono state segnalate altre opzioni terapeutiche, che saranno l’argomento dei prossimi Health Sketch!

Ma non è finita! Vorremmo aiutarti a capire meglio il contenuto dell’articolo. Quindi, inizieremo a spiegarti cosa significano: A) Farmaco Inibitore di MEK; B) Farmaco-dinamico.

A) Inibitore significa un farmaco in grado di fermare l’attività di qualsiasi molecola. Selumetinib, è in grado di bloccare l’attività di un enzima con lo strano nome: MEK. Perché lo scienziato ha deciso di interrompere l’attività di MEK con un farmaco? Cosa rende MEK così importante?
Immagina di guidare un’auto: hai bisogno principalmente di due pedali, l’acceleratore e il freno. Se si preme l’acceleratore, l’auto si avvia e se si preme il freno, l’auto decelera e si arresta anche. Allo stesso modo, la cellula è guidata a moltiplicarsi (proliferare in cellule di due figlie) da un enzima chiamato Ras, che lavora come acceleratore.
Quando Ras è attivo la cellula prolifera. Certo, come in qualsiasi macchina, anche nelle cellule c’è un freno, chiamato neurofibromina che controlla Ras. Nei pazienti affetti da neurofibromatosi di tipo 1, la neurofibromina non funziona bene e di conseguenza Ras sembra un acceleratore con un piede che spinge continuamente su di esso. In assenza di un freno, le cellule sono indotte a proliferare. Gli scienziati hanno deciso di intervenire guardando direttamente nel motore dell’auto. Si sono resi conto che l’acceleratore Ras, per indurre la cellula a moltiplicarsi, richiede di trasmettere il “segnale” al motore, attraverso un braccio meccanico costituito da molte “leve”. L’ultimo di queste leve si chiama MEK.
Quindi, gli scienziati hanno pensato che bloccando MEK si sarebbe potuto fermare la trasmissione del segnale di accelerazione al motore bloccando proprio l’ultimo pezzo del braccio meccanico. Parlando con il linguaggio degli scienziati, diremmo che bloccando la “cascata molecolare” che porta al nucleo cellulare (il motore) bloccheremmo il comando “preparati a dividerti in due cellule figlie”. Ecco perché hanno prodotto diversi farmaci, chiamati inibitori MEK, incluso il selumetinib, progettati per interferire con la leva MEK e per rallentare il motore della nostra auto.
B. Lo sapevi che la farmacodinamica è lo studio dell’interazione del farmaco con la molecola con la quale è stato diretto? Con questo studio, raccogliamo dettagli sulla dinamica dell’interazione farmaco-molecola utili per capire meglio se il farmaco funziona e anche come migliorarne la formulazione!

Hai capito tutto?

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2 commenti
    • LisaV
      LisaV dice:

      Salve Elisabetta, per il momento il farmaco è utilizzato negli Stati Uniti solo per i neurofibromi plessiformi inoperabili. Seguiremo l’evoluzione della procedura di approvazione di selumetinib anche in Europa e vi aggiorneremo costantemente. Cordiali saluti.

      Rispondi

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