Giornata internazionale del volontariato a scuola: Linfa riceve i pensieri e i disegni dei ragazzi sul tema della disabilità 

La disabilità  non è un impedimento.

Pensieri, riflessioni, disegni dei ragazzi della scuola secondaria di I ° grado “Marco Polo” di Tombolo raccolti da Linfa in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato che si festeggia ogni anno il 5 dicembre.

Come vi abbiamo raccontato, il 5 dicembre scorso alcuni volontari della nostra associazione hanno incontrato i ragazzi di due classi della scuola secondaria di I ° grado “Marco Polo” di Tombolo, nel padovano, per parlare di abilità , disabilità , empatia, inclusione.

Come momento di restituzione i nostri volontari avevano chiesto ai ragazzi di inviare a Linfa pensieri o disegni per esprimere le loro emozioni e le loro riflessioni personali su questi temi.

I loro contributi sono arrivati!

Con grande gioia ed emozione li condividiamo con voi!

“Martedì 5 dicembre, la festa dei disabili, abbiamo partecipato ad un progetto con cinque signori appartenenti ad un’associazione chiamata Linfa. Questa associazione si occupa delle persone con disabilità  o con una malattia di cui non ricordo il nome; ha questo incontro ho capito che una persona malata di un problema raro o di una disabilità  non vuol dire che non riesce a fare nulla, anzi, potrebbe essere meglio delle persone senza disabilità , forse non motoriamente ma, a livello di conoscenza. Proprio per questo non bisogna discriminare e mettere da parte chi ha una disabilità  o una malattia e questo lo sapevo già  da quando ero all’asilo perchà© ho una amica e compagna di classe che possiede il problema della sindrome down, proprio questo mi ha fatto capire che la discriminazione è dal mio punto di vista un reato.” Leonardo J.

Leonardo

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il 5 dicembre sono arrivati, nella nostra classe, quattro specialisti che lavorano per l’associazione LINFA. Sono venuti per parlarci di abilità , ma soprattutto di disabilità . Ci hanno spiegato che essere disabili non vuol dire solo avere degli handicap, ma vorrebbe dire non essere bravi a fare una certa cosa. Ad esempio una persona può essere brava in matematica, ma non in storia. Inoltre ci hanno mostrato un video sull’empatia: una persona mentre aiuta il prossimo si mette nei panni dell’altro. Infine ci hanno detto che bisognerebbe stare un po’ con tutti, e non con le stesse persone, oppure non bisogna vergognarsi di aiutare una persona in difficoltà .” Alex G.

Alex

 

 

 

 

 

 

 

 

“Martedì 5 dicembre giornata del volontariato, sono venuti a scuola cinque esperti che fanno parte dell’associazione Linfa essa si occupa di una malattia chiamata Neurofibromatosi. Ci hanno parlato della disabilità  e dell’abilità  e ci hanno fatto vedere un video che parlava di empatia. Hanno spiegato che essere disabili vuol dire non essere capaci di fare qualcosa ma, magari saper fare qualcos’altro, abbiamo parlato anche di empatia che significa mettersi nei panni degli altri. Ho imparato che bisogna avere empatia per gli altri e non giudicare. Alla fine ci hanno regalato una lunga matita gialla.” Sofia B.

Sofia

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il 5 dicembre ci è stata proposta un’attività  ma…perchà© proprio quel giorno? Perchà© è il giorno del volontariato. Sono venuti 4 esperti e ci hanno parlato delle abilità  e delle disabilità  delle persone. Le abilità  sono delle capacità  di saper fare qualcosa. Le disabilità  invece nel non riuscire a svolgere delle attività . Se ci pensiamo bene tutti siamo “disabili” nello svolgere un lavoro, un gioco oppure nel camminare e nel parlare. Per esempio io sono “disabile” nel giocare a tennis ogni volta mi cade la pallina, al contrario mi riesce bene giocare a pallavolo. E’ normale non saper fare qualcosa, nessuno è perfetto. Perciò questa attività  mi ha aiutata a comprendere il significato di queste due parole. Questo progetto mi è piaciuto molto! Poi ci hanno anche fatto vedere un video molto bello su una persona che aiutava gli altri e li rendeva felici. Dopo questo sono sicura che aiuterò le persone e le renderò felici.” Caterina P.

Caterina

 

 

 

 

 

 

 

 

disegno

disegno

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo aver letto queste riflessioni possiamo affermare che una società  inclusiva è possibile!

Grazie ai ragazzi, alle docenti e alla scuola per aver partecipato a questa iniziativa importante.

 

 

 

 

 

 

 

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