Farmaci coronavirus: Aifa autorizza 3 nuovi studi

L’impegno dell’Italia contro l’emergenza coronavirus continua senza sosta nei laboratori e negli ospedali : l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato tre nuove sperimentazioni cliniche su farmaci per il trattamento della malattia Covid-19.

Partiamo da una premessa importante; si legge in una nota del 29 marzo di Epicentro – Istituto Superiore di Sanità: “Al momento non esiste nessun farmaco che abbia come indicazione terapeutica la prevenzione o il trattamento di COVID-19. Tuttavia, in considerazione della situazione di emergenza, i medici possono valutare l’utilizzo di alcuni medicinali utilizzati per il trattamento di altre malattie.

Inoltre, al fine di favorire lo sviluppo di nuovi farmaci l’AIFA sta semplificando e accelerando le procedure di sperimentazione clinica, e ad oggi sono stati autorizzati alcuni studi con l’obiettivo di verificare l’efficacia e la sicurezza di diverse molecole.”

Rientra in questa prospettiva la recente approvazione delle nuove sperimentazioni da parte di AIFA. Vediamo insieme quali sono.

EMAPALUMAB E ANAKINRA

Il primo studio partirà in quattro ospedali italiani e riguarderà Emapalumab e Anakinra, per valutarne l’efficacia e la sicurezza nella riduzione dell’iper-infiammazione e del distress respiratorio in pazienti con infezione da SARS-CoV-2.

Emapalumab è utilizzato attualmente per trattare pazienti affetti da linfoistiocitosi emofagocitica, una malattia rara del sistema immunitario che deriva da un disordine delle capacità immunoregolatrici.

Il farmaco Anakinra è invece prescritto a pazienti affetti da artrite reumatoide, come il noto Tocilizumab, già in sperimentazione da qualche settimana all’Istututo Pascale di Napoli e in altri centri e ospedali veneti, lombardi ed emiliani.

Lo studio appena approvato da Aifa è stato richiesto dal Consiglio superiore di sanità e dall’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Gli altri ospedali coinvolti sono il Policlinico di Milano, l’Azienda ospedaliera universitaria di Parma e gli Spedali Civili di Brescia, una delle zone più colpite dall’epidemia.

SARILUMAB

Il secondo studio autorizzato è relativo a Sarilumab, anche questo già in uso per il trattamento dell’artrite reumatoide e come Tocilizumab potrebbe essere efficace per regolare la risposta infiammatoria iperattiva nei polmoni nei pazienti colpiti dal nuovo coronavirus.

NUOVO STUDIO SU TOCILIZUMAB

Il terzo studio riguarda il farmaco Tocilizumab, anch’esso in uso per l’artrite reumatoide, in casi precoci.

Riguardo a questo ultimo studio spiega l’Agenzia Italiana del Farmaco: “Lo studio RCT-TCZ-COVID-19 è uno studio indipendente italiano coordinato dall’Azienda unità sanitaria locale-Irccs di Reggio Emilia. Si tratta di uno studio randomizzato di fase 2 in aperto a due braccia in cui, in pazienti con polmonite da Covid-19, viene confrontata la somministrazione precoce del tocilizumab (un inibitore dell’interleuchina IL-6) verso la somministrazione del tocilizumab all’aggravamento”.

Per ora, le terapie più promettenti restano la combinazione di farmaci anti-aids lopinavir/ritonavir, danuravir/cobicistat, darunavir, ritonavir e gli antimalarici clorochina e idrossiclorochinache ora possono essere prescritti dai medici di famiglia per la cura dei malati a domicilio e sono a carico del SSN – e il farmaco antivirale Remdesivir, sviluppato per la malattia da virus Ebola.

Infine una raccomandazione e un decalogo (disponibile sotto) per un uso corretto dei farmaci. Afferma Patrizia Popoli, direttrice del Centro Nazionale Ricerca e Valutazione Preclinica e Clinica dei Farmaci dell’ISS: “In nessun caso, tuttavia, è giustificabile il ricorso a terapie “fai da te”. Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali piò o meno gravi, e l’automedicazione comporta rischi ancora più gravi quando si usano farmaci non autorizzati. In caso di acquisti online, poi, tali rischi sono moltiplicati perché i farmaci potrebbero essere contraffatti.”

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