Emergenza Coronavirus: i farmaci in sperimentazione

Sappiamo che la prevenzione rimane la misura principale per combattere il virus; per questo ricordiamo l’importanza di rispettare le misure restrittive anti-contagio previste dal decreto del governo #IoRestoACasa.

In caso di dubbi consigliamo a tutta la comunità di pazienti con neurofibromatosi di consultare il proprio medico e gli specialisti coinvolti nel percorso di cura e terapia.

Ma nei laboratori e negli ospedali la ricerca continua a passo spedito con un unico grande obiettivo: trovare una cura e salvare così tante persone che sono in gravi condizioni nei reparti di rianimazione dopo aver contratto la malattia.

Anche in Italia sono partite le sperimentazioni su tre farmaci per contrastare COVID-19, una malattia respiratoria acuta causata da un coronavirus identificato di recente e denominato ufficialmente SARS-CoV2.

Vediamo quali sono e come agiscono nella lotta al coronavirus.

  • Clorochina, farmaco antimalarico, si è dimostrato efficace per impedire al virus di replicarsi e di infettare le cellule dell’ospite.
  • Tocilizumab, farmaco in uso per il trattamento dell’artrite reumatoide, contribuisce a spegnere l’infiammazione a livello polmonare causata dal coronavirus.

L’AIFA, Agenzia Italiana per il Farmaco, ha autorizzato l’utilizzo di tocilizumab in tempi record per la sperimentazione che inizia giovedì 19 marzo.

Il dott. Paolo Ascierto, direttore Struttura Complessa di Oncologia Medica e Terapie Innovative presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale”, spiega l’utilizzo di questo farmaco per il trattamento della polmonite in corso di COVID-19.

  • Remdesivir, uno dei pochi farmaci per cui esiste un’evidenza sperimentale di efficacia in modelli di laboratorio sul virus della MERS, sindrome respiratoria mediorientale che si è diffusa nel 2012. L’Italia partecipa a 2 studi di fase 3 per valutare l’efficacia e la sicurezza di Remdesivir nei pazienti affetti da Covid-19.
    Queste ricerche sono in corso presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano, il Policlinico di Pavia, l’Azienda Ospedaliera di Padova, l’Azienda Ospedaliera di Parma e l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.

L’intervista alla dr.ssa Anna Maria Cattelan, infettivologa e direttrice di Unità Operativa Complessa Malattie Infettive e Tropicali presso l’Azienda Ospedaliera di Padova.

Per maggiori informazioni leggi l’articolo di Fondazione Umberto Veronesi 

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