Coronavirus: appello dei malati rari al Governo per il diritto di cura

Insieme a 150 associazioni di persone con malattie rare, oncologiche, croniche, complesse o con disabilità Linfa ha firmato una lettera aperta al governo per avere rassicurazioni sulla pari qualità di cure a tutti i pazienti in questo momento di emergenza sanitaria.

Nella lettera esprimiamo preoccupazione per alcune notizie che arrivano dagli Stati Uniti e da alcuni paesi europei in merito ad una selezione dei pazienti da sottoporre a terapia intensiva, in cui la presenza di disabilità e in particolare di quella cognitiva rappresenterebbe un fattore di sbarramento a cure adeguate.

Ci riferiamo al cosiddetto Triage. Cos’è? Nelle Linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero del Ministero della Salute, recepite dalla Conferenza Stato-Regioni, si afferma: il Triage è “l’attribuzione dell’ordine di trattamento dei pazienti sulla base delle loro necessità di cura e delle risorse disponibili”.

Si tratta quindi di specifiche disposizioni date dalle amministrazioni ospedaliere ai medici su come devono comportarsi, in condizioni normali e anche in caso di grandi emergenze (come quella che stiamo vivendo), in cui le necessità cliniche della popolazione potrebbero essere superiori rispetto alla disponibilità di risorse sanitarie.

In qualità di associazioni che promuovono e tutelano i diritti umani, civili e sociali e la qualità di vita delle persone con disabilità e malattie croniche, oncologiche, rare e complesse chiediamo che vengano messe in atto azioni preventive affinché non ci si ritrovi di fronte alla necessità di scegliere quali vite umane meritino di essere salvate e quali sacrificate. 

La salute è un diritto fondamentale di ogni persona e andrà tutto bene solo se va garantita a tutti senza alcuna discriminazione.

Anche Eurordis. associazione europea di pazienti rari, ha espresso preoccupazione e ha chiesto alle istituzioni di non lasciare indietro le persone con malattia rara, cronica o con disabilità e di agire subito per tutelare il loro diritto di cura.

LEGGI LA LETTERA AL GOVERNO

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